giovedì 30 agosto 2007

No excuse

Caro Roberto, dove eravamo rimasti l'anno scorso? Già, a San Siro, all'amara vittoria per 3-1 contro la Roma.
Risultato assolutamente inutile, alla luce del tennistico 6-2 subito all'Olimpico dai giallorossi in versione Federer.
Ci siamo ritrovati, ancora a Milano, ancora contro la banda Spalletti. Sconfitta per 1-0, rigore di De Rossi, niente Supercoppa, sarà per un'altra volta.
Il tecnico in conferenza stampa accenna ad un "è stato meglio così", guai a montarsi la testa dopo la sbornia di successi inanellati l'anno scorso.
All'esordio casalingo in campionato, l'Udinese agguanta il pareggio proprio nel recupero con un'autorete di Cordoba, che insacca alle spalle di Toldo, subentrato al pessimo Cruz a seguito dell'espulsione di Julio Cesar.
Faceva troppo caldo e la stazza fisica di certi uomini richiede tempo per vederli al massimo della forma. Notoriamente gente come Chivu, Maxwell, Figo, Stankovic, dall'alto dei loro 200cmX90kg necessitano di un paio di mesi per risultare davvero incisivi.
Ieri sera, l'ultima perla. Un Barcellona scatenato, nella sfida valevole per il trofeo 'Gamper', rifila 5 sonore pere agli Onesti.
Sembrava di vedere la classica sfida infrasettimanale, tra il grande club e i timidi dilettanti locali.
Non fosse stato per le parate di Toldo, ci voleva il pallottoliere.
I fenomeni blaugrana, con Giovani Dos Santos in grandissimo spolvero, infilano la difesa di burro interista. Rivas si dimostra eccellente wrestler, mentre Chivu rivive la serata di Manchester, dimostrandosi lento e falloso. Colpa del fisico, ovvio.
Partita senza storia, addirittura Henry nella ripresa avrebbe chiesto ai compagni di non infierire.
Per la cronaca, i marcatori sono Ronaldinho su rigore, Dos Santos dopo un bel numero in area di rigore, Tourè con un bolide da fuori, Iniesta che si infila tra due interisti dopo una splendida azione di Messi, e, dulcis in fundo, Motta di testa su azione d'angolo. Ce n'è per tutti i gusti.
Questa volta, all'assortimento di motivazioni addotte dal tecnico più mechato del pianeta si aggiunge l'età media della squadra. Inter B, molti giovani in campo.
Nel primo tempo, terminato sul 3-0, ha giocato il neoacquisto Pelè, sostituito poi da Filkor, nazionale ungherese. Successivamente sono entrati Maaroufi, Balotelli ("Il Milan ha preso Pato? Noi abbiamo Balotelli", Moratti dixit), il giovane 31enne Recoba, Alfonso e Fatic, ancora sul 4-0. Hanno partecipato alla disfatta, a risultato ormai acquisito e congelato, pure Pedrelli e Filippini.
Non c'è dubbio, ha ragione ancora una volta lui, "'L'UOMO CHE VINCE SEMPRE".
Come faremo senza di lui? Moratti, facci un favore, prolungagli il contratto, perchè il calcio italiano ha bisogno del Mancio, della sua isteria, delle sue innovative e sagaci scelte tattiche e delle sue conferenze stampa.
A proposito, il trofeo 'Gamper' se l'è aggiudicato solo una squadra italiana è la Juve, nel 2005, ai rigori dopo il 2-2 dei tempi regolamentari.
Moggi: non così!

mercoledì 29 agosto 2007

Parma grattugiato, avanza la Juve

Nel terzo turno di Coppa Italia, la Juve piega il Parma per 3-1, grazie alle reti di Molinaro, Almiron e Salihamidzic.
Avete capito bene, Molinaro, Almiron e Salihamidzic, non è uno scherzo.
Ranieri, il grande ex, evidentemente è ancora legato al Parma, e lo dimostra schierando una formazione sconclusionata in mezzo al campo, dove propone la strana coppia Almiron e Tiago, con ai lati il Brazzo e Nocerino. In difesa, le assenza di Grygera e Criscito costringono il tecnico ad inserire Legrottaglie a fianco del mastino Andrade. La coppia d'attacco è quella che ha steso il Livorno, Iaquinta - Trezeguet.
Nel primo tempo, i parmigiani hanno fatto meglio di una Juve contratta e rinunciataria, prendendo possesso del centrocampo.
Almiron sbaglia troppo, rischiando il patatrac con un retropassaggio alla Bogarde sventato in angolo da un attento Andrade dopo appena 8 minuti. La punizione vincente non cancella i troppi errori in costruzione.
Tiago, ne abbiamo avuto la conferma stasera, è vittima dalla 'sindrome di Paro'. Lezioso, compassato e timido, si accende ad intermittenza con qualche pregevole verticalizzazione. Troppo poco per colui che, da colpo di mercato, si è trasformato in oggetto misterioso.
Inutile negarlo, lui e l'ex empolese insieme non quagliano. Timido il primo, anarchico tatticamente l'altro. Urge elisir di eterna giovinezza per Zanetti.

Nocerino è un pesce fuor d'acqua sulla fascia. Quando Ranieri lo inverte, al 37°, con Salihamidzic dirottandolo a destra, la situazione non cambia. Il suo posto è in mezzo al campo.
Le due punte dimostrano buon sincronismo nei movimenti, grazie alla generosità del veloce Iaquinta, abile nel dar profondità alla squadra, e al solito Trezeguet, tanto avulso dal gioco quanto pericolosissimo ad ogni pallone toccato.
Buone nuove dal pacchetto arretrato. Andrade fa un passo in avanti, ma è soprattutto Legrottaglie a non sbagliare nulla. La presenza del talentuoso ma acerbo Paponi al centro dell'attacco avversario agevola non poco il compito dei due, ma questo passa il convento, dovremo, ahimè, accontentarci.
Proprio Nicola si infortuna in chiusura di primo tempo e viene sostituto da Boumsong.
Panico, per fortuna la pochezza avversaria rende indolore il cambio.
Nella seconda metà di partita, la Juve prende coraggio, e va in vantaggio con un colpo di testa dell'insospettabile Molinaro, appena entrato in luogo del deludente Nocerino, su cross dalla sinistra di Chiellini. E' stato un remake di una scena simile vista a Pescara l'anno scorso, protagonista Birindelli.
Di Carlo corre ai ripari, inserendo Morfeo e Budan per Tombesi e Paponi, regalando fantasia e peso alla squadra. Proprio il fantasista offre un pallone importante a Parravicini che costringe Buffon a respingere di piede.
La punizione di Almiron, che batte con un siluro il non irreprensibile Pavarini, sembra chiudere i conti.
Un minuto dopo, Zebina spinge da dietro Budan, l'arbitro fischia il rigore, trasformato da Castellini. E' il 74°, partita riaperta.
Fino all'83°, quando il tiro da fuori di Salihamidzic (generoso, ma piedi degni dello sponsor New Holland) viene deviato da un difensore alle spalle di Pavarini.
1-3, giù il sipario, qualificazione in tasca.
Potevano pure essere quattro, ma il pallone buono capita alla persona sbagliata, Palladino, subentrato a Iaquinta.
Più che la forza degli ospiti, è l'eccessiva leggerezza dell'undici di Di Carlo a far pendere l'ago della bilancia verso i bianconeri.
L'ex condottiero del Mantova ha comunque disposto bene la squadra, considerando l'assenza di ali, chiamando i suoi al raddoppio sistematico su Iaquinta, ben sapendo di complicare la vita, così facendo, pure a Trezeguet, vista anche l'abulia di Almiron e Tiago. Paponi è un diamante da sgrezzare, ancora non può reggere il peso dell'attacco.
Guardiamo comunque il bicchiere mezzo piano, meglio vincere, pur demeritando, contro il Parma che andare in Spagna per essere presi a pallate dal Barcellona.

LE PAGELLE:
Buffon 6 - Bravo su Parravicini.
Zebina 5.5 - Regala qualche brivido, un po' ingenuo nell'azione del rigore.
Andrade 6.5 - Attento, anche perchè marca il nulla.
Legrottaglie 6.5 - Idem come sopra, si fa male di nuovo. Campione di sfortuna (Boumsong 6 - Non commette errori marchiani, per lui è già tanto).
CHIELLINI 6.5 - Si conferma su buoni livelli dopo la vigorosa prova di Livorno.
Salihamidzic 6 - Generoso, fortunato e tecnicamente modesto.
Almiron 5.5 - La rete non cancella i troppi errori in impostazione.
Tiago 5 - Chiamate "Chi l'ha visto?".
Nocerino 5 - Si perde sulla fascia (Molinaro 6.5 - Gol da centravanti).
Iaquinta 6 - Fa il suo, non è Del Piero ma da profondità alla squadra (Palladino 5 - Cosa ha sbagliato?!).
Trezeguet 5.5 - Quando tocca palla è un pericolo costante. Quando la tocca...

Ranieri 6 - Deve capire che quei due in mezzo non ci possono stare, e Nocerino è un centrale. Provvidenziale l'innesto di Molinaro.

Parma: Pavarini 5.5, Coly 6.5, Paci 5.5, Couto 5.5, Castellini 6; Parravicini 5.5, Dessena 5.5, Morrone 6, Tombesi 5.5 (Morfeo 6); Reginaldo 5.5, Paponi 5 (Budan 6). All.: Di Carlo 6.

Arbitro, Bergonzi 5.5 - qualche dubbio sul rigore per il Parma.
Assistenti, Maggiani 6, Pirondini 6.

martedì 28 agosto 2007

Riposa In Pace Antonio

Siviglia in lutto, è morto Puerta
Un grave lutto colpisce il Siviglia. Non ce l'ha fatta Antonio Puerta che oggi pomeriggio è deceduto presso l'Ospedale Virgen del Rojo di Siviglia dove era ricoverato da sabato.
Il 22enne esterno sinistro della Nazionale spagnola era stramazzato al suolo, durante la gara di campionato contro il Getafe di sabato scorso. Colpito da più arresti cardiocircolatori il fisico del difensore non ha retto.
Il grave lutto che ha colpito il club andaluso potrebbe far rinviare la finale di Supercoppa Europea tra Milan e Siviglia, in programma venerdì sera a Monaco.
La società rossonera, con un comunicato pubblicato sul suo sito ufficiale, ha espresso il proprio cordoglio per la morte del giocatore e si è detta pronta ad adeguarsi alle decisioni che la Uefa prenderà nelle prossime ore in vista della Supercoppa.
Intanto la Uefa ha deciso di sospendere il match tra Siviglia e Aek Atene, in programma questa sera e valida come ritorno del terzo turno preliminare di Champions League.
(http://sports.alice.it/it/cmc/calcio/200735/cmc_112908.html)

CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA, AL SIVIGLIA E AI SUOI TIFOSI.
REST IN PEACE ANTONIO.

Creep

Non solo Materazzi.
Un altro protagonista annunciato della supersfida tra Italia e Francia sarà costretto a dare forfait.
Raymond Domenech, CT dei transalpini, è stato squalificato dalla UEFA per un turno, e pagherà una multa di 6000 euro, a seguito delle accuse lanciate al calcio italiano, poi parzialmente ritrattate.
Personaggio discutibile, di lui si dice che per fare le formazioni si serva dell'oroscopo.
Trezeguet non lo sopporta, come lui buona parte dell'opinione pubblica.
Diciamolo, un gatto attaccato ai maroni è più simpatico di lui.
Mancini no, ora non esageriamo.
Le frasi sconnesse, pronunciate da un uomo sull'orlo di una crisi di nervi che vive su un filo pronto a spezzarsi al primo pesante insuccesso, hanno adirato Tardelli, generando un clamoroso effetto domino nel tifo bianconero, d'accordo con l'ex membro del CDA come mai era accaduto prima. A parte quando si dimise, of course.
Un applauso a Platini, che ha dato seguito alle promesse, fatto inusuale ai piani alti.
Il presidente della FIFA aveva garantito pugno di ferro, e la UEFA ha seguito i dettami del nuovo capo del calcio.
Certo, la multa poteva e doveva essere più pesante, ma il principio è stato applicato, se non altro.
Ora, però, l'ultimo passo.
Le Roi, facci un favore.
Squalifica pure Donadoni.
Motivo? Qualsiasi, l'importante è che se ne stia alla larga da San Siro l'8 settembre.
L'Italia, con lui diventata Italietta e messa alle corde dalla modesta Ungheria, è già decimata di suo, ci manca solo il CT con i suoi aborti calcistici. Ultimi esempi, Aquilani e Pirlo insieme nel centrocampo a 3, con conseguente sbilanciamento della squadra che espone il fianco al contropiede avversario e Del Piero esterno d'attacco a portar la croce.
Barzagli titolare basta e avanza, i brividi sono assicurati in quantità industriale.
Non riuscendo, da italiano, a desiderare un flop italiano pur di vedere Donadoni allontanato in malo modo, l'unica speranza è un regalo dall'alto, nel senso di poteri forti.
Certamente, il tecnico è nell'occhio del ciclone e, come il collega d'oltralpe, è inviso a molti.
A favore di Domenech, se non altro, propende il risultato ottenuto ai Mondiali 2006, mentre l'ex ala milanista è arrivato sulla panchina azzurra fresco di esonero dal Livorno di Spinelli, per quanto discutibile.
Per quanto sgradevoli e assolutamente ingiustificate, le accuse del tecnico più ciglia munito del pianeta, se lette nell'ottica giusta, trovano purtroppo riscontro. Non ci sono partite comprate, nemmeno da Moggi, che se ne dica, ma il nepotismo e le amicizie trovano terreno fertile in un terreno affatto bonificato l'estate scorsa. Donadoni e Casiraghi ne sono la conferma.
Non c'è aria di ribaltone, sconsigliabile al momento anche per l'assenza di alternative percorribili (Capello e Lippi sono in altre faccende affaccendati e non paiono interessati).
A questo punto, che la UEFA sia con noi.

lunedì 27 agosto 2007

Invincible

Quale mese fa, il settimanale Sport Week, abbinato il sabato alla Gazzetta dello Sport, sbattè in prima pagina il faccione lampadato, tirato e poco espressivo di Roberto Mancini, con tanto di titolone che oggi risulta irridente: "L'UOMO CHE VINCE SEMPRE".
Roba da spanciarsi, anche alla luce del lungo sottotitolo, che mette in bella evidenza i DUE SCUDETTI che il Mancio ha portato all'Inter. Povero Guido Rossi, si sarà offeso, non l'hanno nemmeno menzionato.
Questione di giorni (che tempismo!) e gli Onesti rimediano un'epocale scoppola all'Olimpico di Roma, uscendo sconfitti per 6-2. Il contemporaneo svolgimento degli Internazionali di Tennis al Foro Italico non fanno altro che aumentare i risvolti comici dell'ennesima Caporetto interista.
Un'estate non può cancellare le vecchie abitudini, se non si ha più un ex membro del CDA a capo della FIGC, ed agosto si restituisce la solita, pazza, Inter. Sconfitta senza appello in Supercoppa, ancora contro la banda di Spalletti, e pareggio interno contro l'Udinese.
In fondo, meglio così, non sia mai che qualche nerazzurro si possa montare la testa.
Brutta bestia l'abitudine alla vittoria.
Mancio lo sa, e previene il problema con chirurgica tempestività.
Contro i capitolini, schiera ben 4 centrali in difesa, con lo spaesato Burdisso in brodo di giuggiole di fronte a Totti e la squadra tutta incapace di creare seri grattacapi a Doni.
Per non farsi mancar nulla, all'esordio in campionato tiene fuori Crespo e Suazo per dar spazio al febbricitante Cruz, autore di errori degni del rammaro Pancev. In panchina anche Chivu, annunciato in pompa magna dopo una trattativa estenuante, ma rimasto ai margini nonostante l'assenza di Materazzi.
Una volta espulso Julio Cesar, dopo aver sostituito l'impalpabile giardiniere, il lampo di genio: fuori Figo, dentro Suazo, per sfruttarne la velocità in contropiede. Poco importa se la squadra fosse in vantaggio, stesse soffrendo e l'honduregno avesse pagato dei movimenti sgraditi al tecnico con l'esclusione dall'undici iniziale. In pieno recupero, il patatrac, come quello di Suazo contro i cartelloni pubblicitari, unico, tangibile, segno di vita dell'ex cagliaritano.
No problem, è caldo, la scusa è servita.
D'altronde, Udine dista meno km dal mare rispetto a Milano, l'allenatore si chiama Marino (rimanda a mare, abbronzatura, caldo), quindi sono più abituati alle alte temperature.
E' di oggi un'altra sc... motivazione allo scialbo pareggio interno. L'Inter è una squadra fisica, impiega più tempo ad entrare in condizione. Come noto, giocatori come Maxwell, Dacourt, 'Sciagura' Zanetti e Stankovic puntano tutto sullo strapotere fisico. Ci sarebbe pure il gigantesco Ibrahimovic, migliore in campo nonostante la stazza, ma vabbè, sono particolari.
Altro particolare, la muscolare Juve di Capello, due anni or sono, inanellò 10 vittorie consecutive in campionato. A fine stagione, l'Inter pagherà 15 punti di distacco dall'armata bianconera.
Ah no, scusate, dimenticavo, è colpa di Moggi.
In condizioni normali, Mancini vince sempre, inoltre è l'anno dell'Inter, come da 12 estati a questa parte.
Se le speranze maturate sotto l'ombrellone non si sono concretizzate, cari interisti, prendetevela con quel cattivone di Lucky Luciano.

domenica 26 agosto 2007

Jump

Può sembrare assurdo muovere critiche ad una squadra che ha asfaltato l'avversario con un inequivocabile 5-1. Eppure...
Il risultato è figlio, oltre che della forza della Juve e dei suoi solisti, dell'inconsistenza di uno sparring partner decimato e con alcuni uomini chiave in palese ritardo di condizione.
Le pecche nella prestazione della Vecchia Signora ci sono, e dovrebbero far riflettere la dirigenza, colpevole di un mercato deficitario.
A parte l'ormai palese incompatibilità tattica tra Almiron e Tiago, a destare perplessità è il reparto difensivo, soprattutto nei due centrali.
La nostra fortuna è stata l'assoluta inconsistenza delle punte avversarie, con Tavano ancora sovrappeso e Rossini, dimostratosi uno dei peggiori attaccanti della A, abile solo nel gioco di sponda ma nullo sottoporta.
Proprio le palle alte sono il tallone d'Achille dei due centrali.
Andrade è ancora troppo irruento ed impreciso, autore di improbabili rilanci nel primo tempo, e dopo l'infortunio sembra aver perso qualcosa nello stacco.
Criscito, piedi buoni e personalità da vendere, ha due pecche. La prima è che porta troppo palla, eredità questa della stagione vissuta a Genova nella difesa a 3. L'altra è la sofferenza quando si tratta di controllare il centravanti avversario spalle alla porta. Se questi trova l'appoggio sul corpo di Domenico, può facilmente aggirarlo sfruttando una maggior prestanza fisica. Finchè la prima punta è uno tra Rossini e Tristan, poco male, con Ibrahimovic e Totti la storia sarebbe diversa.
All'ex genoano servirebbe un mese di lavoro intensivo con Ventrone, il 'marine' oggi sotto contratto proprio per il Livorno, per metter su qualche chilo in tempi brevi.
Sono lontani i tempi della Juve di Capello, che poteva contare su giganti del calibro di Thuram, Vieira ed Ibrahimovic, senza dimenticare il poderoso stacco di Cannavaro.
Paradossalmente, lo scorso anno, avevamo più centimetri al centro della difesa, con Boumsong e Chiellini. Il problema era un altro, visto che il francese marcava la propria ombra o i compagni anzichè l'avversario di turno.
Per ovviare al problema, servirebbe come il pane un marcatore arcigno, alto, massiccio e forte di testa.
E' l'identikit di Meira, ma anche di Zapata, bravo oggi contro Ibrahimovic.
Il primo ha il vantaggio di essere più esperto e conoscere bene il connazionale Andrade, l'altro invece è più giovane e ha ovviamente maggiori margini di miglioramento.
Sono obiettivi costosi, ma il loro contributo tecnico sarebbe importante.
Difensori a buon mercato, vuoi per il cartellino, vuoi per l'ingaggio, non ce ne sono, si rende necessario un investimento, possibile grazie al tesoretto che comprende soldi incassati con le cessione e avanzati dalla campagna acquisti.
Basterebbe un raffreddore per uno dei due centrali a creare problemi al mister, costretto ad adattare uno tra Chiellini, Grygera e Zebina. Quest'ultimo, grazie alle doti aeree potrebbe riguadagnare posizioni come terzino.
I due centrali di riserva, Boumsong e Legrottaglie, godono di scarso credito agli occhi di Ranieri. Comprensibile, visto che il prode Bum Bum non perde occasione per dare cattiva prova di sè (vedi colossale dormita in Nazionale B).
Secco, se ci sei, batti un colpo.
Anzi, fai un colpo. In difesa.

1° giornata: posticipo e classifica

Posticipo: Palermo - Roma 0-2
Show degli uomini di Spalletti, che ammutoliscono il Renzo Barbera dopo appena 4 minuti con il gol di Mexes, abile a sfruttare un tiro-cross di Giuly. Raddoppia al 27° Aquilani con una bomba dai 30 metri che sorprende Fontana. I giallorossi fanno la partita, e nella ripresa, nonostante la reazione del Palermo, ringalluzzito dagli innesti di Bresciano e Cavani, riesce a resistere, e anzi si rende pericolosa in più occasioni. Per i rosaneri, una grande occasione con lo stesso Cavani sventata ottimamente da Doni.

Classifica:
JUVENTUS*, Milan, Roma, Fiorentina, Cagliari, Sampdoria 3
Lazio, Torino, Catania, Parma, Atalanta, Reggina, Inter, Udinese 1
Siena, Empoli, Napoli, Palermo, Genoa, Livorno 0

* 77 giornate consecutive in testa alla Serie A.

Fattore C


La A inizia all'insegna del 'Fattore C'.

Calcio vero, finalmente, dopo un anno di pausa a seguito delle note vicende dell'estate 2006.
Calci, chiedere all'esordiente Mimmo Di Carlo per maggiori informazioni.
Caldo, torrido pressochè ovunque.
C..., ehm, fortuna, chi ce l'ha e chi no.
Ne ha avuta, un po', la Juventus ieri sera, senza che questo abbia comunque viziato eccessivamente la vittoria assolutamente meritata contro un mediocre Livorno.
Al contrario, la Lazio ha un conto aperto con la sfiga. Non bastavano le indisponibilità di Stendardo e Siviglia, nel primo tempo si sono infortunati pure Kolarov e Diakite (per lui, frattura scomposta della tibia, auguri). Al posto del bielorusso, è entrato Scaloni, appena in tempo per regalare a Rosina il pallone del vantaggio. Giornata caratterizzata dagli infortuni, vittima pure Grella, e da difese molto allegre, gol a grappoli e spettacolo.
Oggi pomeriggio, l'Inter, attesa alla prova del nove contro la bestia nera Udinese, va in vantaggio con Stankovic, imbeccato da una magia di Ibrahimovic. Cruz si traveste da Adriano e sbaglia tutto, Julio Cesar sfarfalla fuori area e si fa espellere. Al 91°, arriva la doccia fredda nel caldo torrido di San Siro. Cordoba indirizza verso il povero Toldo una spizzata di Mesto, e fissa il risultato sull'1-1.
Ovviamente, è colpa del caldo, argomento sul quale Mancini ha calcato la mano nel dopopartita, senza sottovalutare le assenze di Bolzoni e Recoba. E poi, 'sto Moggi...
Il Milan, al contrario, espugna il Ferraris per 3-0. Gasperini sbatte la testa contro l'armata rossonera, palesando l'inadeguatezza del suo gioco offensivo per la massima serie. Una maggior elasticità è quantomai necessaria, ondevitare brutte sorprese. Kakà si conferma da Pallone d'Oro, purtroppo per Ancelotti, pure Gilardino non si smentisce.
Anche il Napoli riceve un bentornato molto caloroso dal Cagliari, che si impone per 2-0 al San Paolo. Di Matri e Foggia su rigore le marcature, mentre Hamsik ingaggia un duello personale con Fortin, vinto da quest'ultimo con l'aiuto del 'Fattore C'. Colpa del caldo, comunque, anche per De Laurentiis. Stavolta mi sa che non ci farà un film.
Nell'unico derby di giornata, la Fiorentina strapazza l'Empoli con un perentorio 3-1. Dopo le difficoltà del primo tempo, Pazzini porta avanti i viola, che poi allungano con Mutu e il capolavoro di Montolivo. Saudati accorcia le distanze nel recupero, imbeccato da un vivace Marchisio, in campo nella ripresa come Giovinco.
Il clou, però, è a Parma. In campo, succede tutto nel primo tempo, 2-2 firmato Morimoto, Pisanu, Rossi (Marco) e Baiocco. A bordo campo, invece, Baldini, dopo essersi sfanculato con Di Carlo, gli rifila un poderoso calcio nel posteriore. Personaggio discutibile e fin troppo sanguigno, auspicabile una lunga ed esemplare squalifica.
A Siena, il gran ritorno di Vincenzino Montella, autore di un gran gol (di destro!) che regala i 3 punti alla Samp, dopo che Corvia aveva risposto a Bellucci. Da segnalare la buona prova di De Ceglie.
Scendendo lungo la penisola, arriviamo a Reggio Calabria, dove i padroni di casa e l'Atalanta, attanagliati dall'afa, non si fanno male, pareggiando 1-1. Reti dei soliti Amoruso e Doni, su rigore generosamente concesso.
A questo proposito, arbitraggi davvero discutibili, tra fuorigioco inesistenti (gol annullato ieri a Pandev), rigori dubbi (due negati alla Juve, uno regalato al Milan). Collina avrà da lavorare molto.
Stasera, posticipo che promette scintille tra Palermo e Roma. Pelati contro (Colantuono vs. Spalletti), bomber a confronto (Amauri vs. Totti). Ci sarà da divertirsi.
Pure fosse uno scialbo 0-0, ci ha già pensato l'impareggiabile Inter ad alleviare l'ultima, caldissima, domenica d'agosto al popolo juventino.
P.S.: +2.
P.S.1: è l'anno dell'Inter.

sabato 25 agosto 2007

Tre-zeguet, la Juve mette la Ia-quinta

Davvero niente male il battesimo della Juve targata Ranieri in A.
Il 5-1 subito dal Livorno è frutto del crollo finale dei toscani, e se da un lato evidenzia una buona condizione, dall'altro non può mascherare le pecche mostrate soprattutto in fase difensiva.
Il mister schiera la squadra con il classico 4-4-2, riproponendo sulla destra il duo Salihamidzic - Nocerino che tanto bene aveva fatto contro la Roma.
Gli avversari si dimostrano poca cosa, con centrocampo leggerino e attacco sovrappeso.
Ciononostante, il possente Rossini si dimostra insuperabile di testa nella prima frazione, quando, staccandosi dai centrali bianconeri, tutti i lanci lunghi sono roba sua. Nella ripresa, fiutando il pericolo, Ranieri chiede al pimpante Chiellini di accentrarsi per contrastarlo.
Il vantaggio arriva con Trezeguet, che incorna alle spalle di Amelia un cross col contagiri di Del Piero. Il portiere livornese poco prima aveva sventato un colpo a bocca sicura del bomber francese, e si ripeterà successivamente in volo plastico su punizione di Del Piero.
Il raddoppio arriva su calcio di rigore, procurato e realizzato da Iaquinta, che concede il bis deviando fortunosamente un tiro da fuori dell'indomito Nedved.
A questo punto, i resti del Livorno nulla possono contro la galvanizzata armata bianconera, e Trezeguet realizza la sua tripletta nel giro di 5 minuti, tra il 42° e il 47° della ripresa. Prima, a coronamento di un bel contropiede, sfrutta l'imbeccata di Iaquinta scaricando un potente sinistro alle spalle di Amelia, poi sfrutta, di tacco, il cross rasoterra di Nocerino, e soprattutto il regalo confezionato dal portiere livornese e Knezevic.
Loviso, uno dei più propositivi, concentra la rabbia toscana in un missile da fuori area imparabile per Buffon, e chiude sul 5-1.
Il passivo unisce furore agonistico dei padroni di casa con la scarsa vena degli ospiti, che con Rossini, sul 2-0, falliscono un'occasione clamorosa per riaprire il match.
Proprio in quel frangente, vengono fuori le pecche del reparto difensivo bianconero.
Salihamidzic sbaglia la diagonale, Andrade non se ne accorge e lascia il gigante libero di incornare sopra la traversa. Sono le palle alte il nostro tallone d'Achille, urge difensore alto e forte fisicamente.
Il portoghese si distingue, tra qualche rudezza di troppo, per lanci completamente sballati nel primo tempo, mentre Criscito soffre lo strapotere fisico di Rossini e del neoentrato Tristan. Il punto debole del talentuosissimo ex genoano sono le marcature del centravanti spalle alla porta, il quale, trovando l'appoggio, può facilmente far valere una maggior prestanza aggirando il ragazzo.
Pesi e palestra, con raziocinio, la soluzione consigliata. Deve imparare anche a liberarsi prima del pallone, non si può concedere certe libertà.
Dei quattro dietro, l'unico veramente convincente è Chiellini, abile a sfruttare gli spazi lasciati liberi dal movimento a pendolo di Nedved e l'assenza di esterni puri da quella parte.
A destra, il Brazzo rimane troppo sulle sue, mentre Nocerino è poco a suo agio così defilato.
Meglio al centro, dove Zanetti si conferma preziosissimo, oscurando il generoso Almiron.
I due si intendono bene, con movimenti opposti (uno si inserisce, l'altro detta il passaggio e rimane dietro), e l'argentino mostra quell'anarchia tattica che renderà molto difficile la convivenza con Tiago.
A proposito d'intesa, Del Piero e Trezeguet si confermano coppia affiatata. Peccato per il recente, dispendioso impegno in azzurro del primo che ne limita l'autonomia. Dopo un'ora, Alex lascia spazio a Iaquinta. Vincenzone, generoso, cerca la traccia esterna (Caressa dixit), e rivela una condizione in crescendo. La doppietta, un po' fortunosa, si vede l'esultanza in occasione del 3-0, se non altro fa morale. Il suo ingresso è comunque servito a dare profondità alla squadra, la manovra ne ha giovato.
Su David, che dire, pochi palloni toccati, quattro tiri, tre gol, in due parole, David Trezeguet, prendere o lasciare.
La nota più negativa è la prestazione dell'arbitro, che ci nega due rigori, salvo concederne uno un po' dubbio. Addirittura ha visto un fallo di Del Piero su Galante, quando era palese il tentativo di 'stupro' di quest'ultimo sul malcapitato Alex.
Anche alla luce dell'altro anticipo, Lazio - Torino 2-2, per l'amico di Meani ci sarà tanto, tanto lavoro.
Come per Ranieri. Forza e coraggio, auguri mister.

LE PAGELLE
:
Buffon 6
- Ordinaria amministrazione, incolpevole sul bolide di Loviso.
Salihamidzic 5.5 - Resta troppo sulla sue, certi cross dalla trequarti sono degni di Birindelli. Perde Rossini regalando una chance al Livorno, deve sovrapporsi di più (Zebina 6 - Quando entra, il Livorno si sta già sciogliendo come neve al sole. Autore di una discesa imperiosa, le sue doti atletiche e fisiche saranno preziose).
Andrade 5.5 - In difficoltà sui palloni alti, rischia di regalare un rigore al Livorno, e nel primo tempo eccede con i lanci lunghi, tutti fuorimisura.
Criscito 6 - Più sicuro del compagno, tiene comunque troppo palla e soffre l'impatto fisico con gli avversari.
Chiellini 6.5 - Stantuffo inesauribile sulla sinistra, dove sfrutta il movimento di Nedved e la pochezza di Emanuele Filippini e Grandoni.
Nocerino 5.5 - Poco a suo agio sulla fascia, nella ripresa scompare salvo riemergere quando a scomparire è il Livorno.
Zanetti 6.5 - Preziosissimo, regala equilibrio al reparto. Buona l'intesa con l'argentino, peccato per la solita ammonizione.
Almiron 6 - Troppo anarchico tatticamente, conferma di non poter giocare con Tiago. Si inserisce e tenta il tiro da fuori, denota buona personalità (Tiago ng - Da rivedere).
Nedved 6.5 - Generoso come al solito, cresce alla distanza, il terzo gol è merito suo.
TREZEGUET 7 - Quattro tiri, tre gol.
Del Piero 6 - Si sbatte molto, ma è meno incisivo del solito, paga probabilmente il recente impegno in azzurro (
Iaquinta 6.5 - Due gol, il secondo alquanto fortunoso, e il solito, impagabile, movimento).

Ranieri 6.5 - Buona l'impostazione iniziale, ora chieda un rinforzo in difesa e ci siamo. Saggio nel chiedere a Chiellini di contrastare Rossini sui lanci lunghi.

Livorno: Amelia 6, Grandoni 5, Knezevic 5, Galante 5.5, Pasquale 5; E. Filippini 5 (Volpe 5.5), Loviso 6, Pulzetti 5.5, A. Filippini 5.5; Tavano 5 (Tristan 5.5), Rossini 5 (Diamanti 6). All.: Orsi 5.

Arbitro, Gava 4.5 - Nega due rigori alla Juve nel primo tempo, ne concede uno più dubbio nella ripresa. Qualche perplessità per una lieve trattenuta di Andrade su Galante nella ripresa.
Assistenti, Biasutto 6, Lion 6.

Gli avversari: Livorno

Probabile formazione (4-4-2): Amelia, Grandoni, Knezevic, Galante, Pasquale; A. Filippini, Pulzetti, Loviso, E. Filippini; Tavano, Tristan.
(De Lucia, Pavan, Balleri, Bergvold, Volpe, Diamanti, Rossini).
All.: Orsi.

Il Livorno si presenta ai blocchi di partenza con l'ambizione di ottenere una salvezza tranquilla.

La notizia più sorprendente è la conferma di Orsi, reduce da un buon finale di stagione, sopravvissuto alla traumatica convivenza con il presidentissimo Spinelli, rinomato mangia-allenatori. Non a caso, l'ex collaboratore di Mancini è accreditato di una quota bassa per chi fosse interessato a scommettere sul primo tecnico esonerato.
Il mercato ha visto materializzarsi lo spettro, più volte manifestatosi in passato, della cessione di Lucarelli, approdato, da buon compagno, in Ucraina per racimolare qualche 'spicciolo' (milione) in più.

Il fardello di un'eredità pesantissima, non solo per i gol ma per l'indiscutibile carisma dell'ex capitano, è caduto sulle spalle di Diego Tristan.
L'attaccante spagnolo, un tempo conteso dalle grande d'Europa, è reduce da annate sottotono, a causa di una vita troppo sregolata, si dice, e di frequenti infortuni. Resta comunque un uomo pericoloso, in area di rigore sa il fatto suo, ed è la spalla ideale per il veloce e fantasioso Tavano.
Per lui il presidente Spinelli ha staccato un assegno record per gli standard dei toscani, ben 6.5 milioni finiti nelle casse del Valencia. Reduce dall'infelice annata tra Spagna e Roma, vuole rilanciarsi a suon di gol per conquistare anche Donadoni.
Potrebbe ritrovare presto Riganò, giù suo compagno di reparto ai tempi di Empoli. Per Ciccio fu l'annata dell'esplosione, mentre l'idolo della Fiesole ha dovuto attendere una stagione per affermarsi come bomber anche in A.
Da non sottovalutare, tra le alternative, il giovane Volpe, scuola Juve, attaccante riciclato ala destra, pronto a sfruttare eventuali flop dei compagni di reparto. Ottimo il suo precampionato, così come quello di Diamanti, fantasista dotato di grande tecnica che finalmente può confrontarsi con palcoscenici più consoni alle sue potenzialità. Si tratta, insomma, di due ragazzi in grado di far felice qualsiasi fantallenatore.
Mentre non sarà facile sopperire alla partenza di Lucarelli, ad oggi, 25 agosto, l'altro big, Amelia, rimane il portiere del Livorno.
Le sorprese sono dietro l'angolo, il ragazzo è particolarmente apprezzato in terra d'Albione, ma la sua cessione è complicata viste le difficoltà nel reperire un sostituto all'altezza in così breve tempo. Le esose richieste di Spinelli mal si conciliano con la scarsa pecunia in circolo nel nostro calcio, così si rischia di perdere un altro azzurro.
Il modulo dovrebbe oscillare tra il 3-5-2 (che diventa 5-3-2 in fase difensiva) e il classico 4-4-2.
L'ago della bilancia è la presenza della bandiera Balleri, particolarmente a suo agio sulla fascia nonostante l'età.
Contro la Juve, potrebbe partire dalla panchina, e la, probabile, presenza di Grandoni, Knezevic e Galante fa pensare a due ipotesi: difesa a 4 con terzino destro bloccato per contenere Nedved, oppure schieramento a 3 con avanzamento dell'incompiuto Pasquale a centrocampo. Più probabile la prima, visto il livello dell'avversario.
In mezzo al campo, dopo la partenza di Morrone verso Parma, è stato preso Giannichedda, l'ex di turno. Il buon Giuliano sembra vittima di una maledizione che gli impedisce di affrontare il suo passato, difatti, come accadde prima contro la Lazio e poi contro il Frosinone ai tempi della Juve, non sarà della partita.
Assente pure Dhorasoo, che torna in Italia con l'obiettivo di cancellare la negativa esperienza milanista, spazio per i giovani Pulzetti e Loviso. Il primo è reduce da un'annata positiva a Verona, nonostante la retrocessione della squadra, il secondo vuole ritornare ai fasti degli esordi bolognesi.
Coppia giovane e vogliosa di mettersi in mostra, dunque, con ai lati i gemelli Filippini di nuovo riuniti. Entrambi sono giocatori grintosi, non ali classiche, quindi la spinta dovrebbe arrivare soprattutto dalle sovrapposizioni del già citato Pasquale.
Sulla carta, non è certo un avversario impossibile, ma il livello di guardia in difesa dovrà essere costantemente alto, perchè Tavano, la stella della squadra, può regalare sprazzi di classe in qualsiasi momento.