giovedì 21 giugno 2007

Facciamoci sentire!

Egregio Signore,
-------------------Sono un tifoso juventino e le scrivo per esprimere il mio stato d'animo alla luce dei recenti accadimenti. Immagino che di e-mail ne avrà ricevute tantissime in queste ore, da tifosi di bandiere diverse. Ormai il livello di sopportazione ha oltrepassato il limite. Nelle ultime estati abbiamo assistito dapprima al processo ai danni del Genoa, già condannato prima dell'inizio dell'iter giudiziario, con tanto di bigliettini di dileggio verso la persona di Preziosi, successivamente, ed è una ferita che per un tifoso bianconero non si rimarginerà mai, alle vicende estive di Calciopoli, chiamata anche Moggiopoli da certi organi di stampa, come se Luciano Moggi fosse il male assoluto del pallone.
Uno degli aspetti che ha più infastidito il tifo juventino è senz'altro l'assegnazione dello scudetto 2005/2006 all'Inter, nonostante l'assenza di intercettazioni relative al suddetto campionato. Moratti e compagnia bella si sono riempiti la bocca di termini come "Scudetto dell'Onestà". Mi pare che, se provate i gravi sospetti gettati dal PM milanese Nocerino, i presupposti di onestà e pulizia per l'assegnazione del titolo vengano meno, indipendentemente dal rischio prescrizione.
L'esercizio di 'finanza creativa' atto ad avere i parametri finanziari per l'iscrizione al campionato costituirebbero un grave illecito. Campionato che, tra l'altro, come certamente saprà, ha visto i nerazzurri staccati di 15 punti dalla prima (ovviamente la Juventus), nonostante ciò, dopo anni di vacche magre, si sono potuti fregiare di un titolo arbitrariamente assegnato da Guido Rossi, ex membro del CDA della società di Moratti.
Se davvero le accuse venissero dimostrate, il primo passo dovrebbe essere la revoca dello scudetto all'Inter, in aggiunta alla retrocessione della squadra nella serie cadetta (o, come minimo, punti di penalizzazione).
Ciò che auspico, da tifoso e sportivo, non è un Calciopoli-Bis in casa interista. L'estate scorsa non è stata fatta giustizia, bensì c'è stato un processo (troppo) rapido, influenzato dalla pressione popolare e che, proprio per i tempi ristretti, ha impedito alle difese di organizzarsi in maniera efficace. Retrocessi senza che vi siano partite comprate e/o vendute (l'unico sospetto è relativo a Parma - Lecce, così ha detto Ruperto). La mia speranza è che finalmente si faccia giustizia. Sembra il minimo, ma nel mondo del calcio sarebbe già una novità.
Anche se è stato eretto un muro di omertà attorno alla vicenda (se anzichè Oriali fosse stato coinvolto Moggi fiumi d'inchiostro sarebbe stati sprecati), non dimentico i mesi di carcere convertiti in pena pecuniaria inflitti a Recoba e Oriali per la vicenda di 'Passaportopoli'. Sanzione ridicola dato il fatto commesso.
Casi del genere non si devono ripetere. Se pugno di ferro deve essere, che sia così con tutti, Inter compresa. Se Inter - Grosseto deve essere, così sia.
Altrimenti, il calcio sarà sempre un ambiente distante anni luce da quella solo presunta pulizia seguita all'allontanamento di Moggi.
Non 'due pesi, due misure', non sete di giustizialismo sommario, solo GIUSTIZIA.
Un saluto
Marco

mercoledì 20 giugno 2007

UFFICIALE: NOCERINO TORNA IN BIANCONERO

DAL SITO UFFICIALE:
http://www.juventus.com/it/news/detail.aspx?lml_language_id=0&trs_id=1203000&ID=11529

Nocerino torna in bianconero

Dopo Cristian Molinaro, un altro giovane talento italiano arriva alla Juventus. Si tratta di Antonio Nocerino, 22enne centrocampista campano – è nato a Napoli il 9 aprile 1985 - che in bianconero ha già militato nel settore giovanile (quattro anni dal 1999 al 2003) e che nell’ultima stagione si è messo in luce con il Piacenza (37 presenze e 6 gol) e con l’Under 21. Con la squadra di Casiraghi ha preso parte all’Europeo di categoria in corso di svolgimento in Olanda. Prima di arrivare in Emilia ha indossato le maglie di Avellino, Genoa, Catanzaro, Crotone e Messina (in Serie A).
La risoluzione della comproprietà di Nocerino è stata solo una delle tante operazione svolte in giornata dalla dirigenza bianconera, presente a Milano con il direttore sportivo Alessio Secco.
Oltre alle operazione riguardanti Molinaro e Balzaretti, si sono definite altre comproprietà:
Simone Bentivoglio: risolta la comproprietà a favore del Chievo Verona;
Viktor Boudianski: risolta la comproprietà a favore dell’Ascoli;
Matteo Cavagna e Stefano Dicuonzo: rinnovata la comproprietà con il Ravenna Calcio, neo-promossa in Serie B;
Andrea Gasbarroni: il Parma ha esercitato il suo diritto di opzione sul giocatore aggiudicandosene la proprietà;
Daniele Gastaldello: risolta la comproprietà a favore della Juventus che ha acquisito la totalità del cartellino del giocatore;
Douglas Ricardo Packer e Andrea Rossi: il Siena ha esercitato il suo diritto di opzione acquisendo la metà dei loro cartellini;
Giuseppe Sculli: il Genoa ha esercitato il suo diritto di opzione sul giocatore aggiudicandosene la proprietà;
Francesco Volpe: il Ravenna Calcio ha esercitato il suo diritto di opzione acquistando la metà del cartellino del giocatore.

Benvenuto, Antò!

UFFICIALE: CHRISTIAN MOLINARO E' DELLA JUVENTUS

DAL SITO UFFICIALE:
http://www.juventus.com/it/news/detail.aspx?lml_language_id=0&trs_id=1203000&ID=11528

Cristian Molinaro è della Juventus

Una doppia operazione di mercato in casa bianconera. Cristian Molinaro diventa un giocatore della Juventus, mentre Federico Balzaretti è stato ceduto in via definitiva alla Fiorentina.
Cristian Molinaro è nato a Moio di Civitella (Salerno) il 30 luglio 1983. E’ stato riscattato interamente dal Siena, società con cui era in comproprietà. Difensore esterno di fascia sinistra, prima di approdare in Toscana ha militato nella Salernitana, fino al giorno del fallimento della società campana al termine della stagione 2004/05. Con la maglia bianconera del Siena ha confermato tutte le sue qualità, collezionando 56 presenze in Serie A.

Per un esterno sinistro che arriva, un altro saluta la Juventus. Federico Balzaretti è stato ceduto alla Fiorentina. Il difensore torinese lascia dopo due stagioni in bianconero in cui ha collezionato 68 presenze (20 in Serie A, 37 in B, 7 in Coppa Italia e 4 in Champions League) e realizzato due reti, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie B 2006/07 e allo Scudetto (poi revocato) 2005/06.
La Juventus dà il benvenuto a Cristian e saluta con grande affetto Federico, ringraziandolo per il contributo dato in queste due stagioni.

Per Balzaretti la Fiorentina ha sborsato 3.8 milioni di euro (plusvalenza per la Juventus di 3.6 milioni).
Benvenuto Christian, in bocca al lupo Balza.

Scudetto di polistirolo

Il Pm Carlo Nocerino, nell'ambito dell'inchiesta sui presunti falsi in bilancio delle due società milanesi (indagati, tra gli altri, Galliani e Moratti), ha avanzato pesanti dubbi sulla regolarità dell'iscrizione dei nerazzurri al campionato 2005/2006, in quanto, senza le plusvalenze fittizie, frutto della cosiddetta 'finanza creativa', il club di Via Durini sarebbe stato provvisto dei requisiti economici necessari per disputare il suddetto campionato.
"L'equilibrio finanziario sarebbe saltato se la societa' avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l'Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006". Parola di Nocerino, e sono dichiarazioni che gettano ombre pesanti sull'Onesto scudetto di cartone.
Già, perchè la stagione in questione si è conclusa con la conquista del 29° titolo da parte della Juventus, 91 punti contro gli 88 del Milan e i 76 (-15!) degli Onesti.
Il ribaltone in seno alla FIGC, con allontanamento di Carraro a favore di Guido Rossi, ex esponente di spicco della Telecom (della quale successivamente diventerà presidente) e del CDA nerazzurro, il quale assegna lo scudetto a tavolino alla sua amata squadra.
Piccolo ma rilevante particolare: sull'annata in questione non c'erano intercettazioni in questione. Il discorso delle schede svizzere, emerso in seguito, va ancora verificato.
Se l'accusa ai danni della banda Moratti venisse confermata, oltre al distacco accumulato in classifica e alla conseguente paradossalità dell'assegnazione del titolo, andrebbe aggiunto, a monte di tutto, la questione fondamentale dell'ingiusta partecipazione degli Onesti a quel campionato. Niente scudetto, niente partecipazione alla Champions League, niente di niente. Altro che scudetto di cartone, direi di polistirolo.
C'è da chiedersi come finirà.
Let it B(e) o 'tarallucci e vino'? Trattandosi dellInter, la conclusione più probabile è certamente la seconda, magari corredata da una multa che possa far dire a Moratti "visto che paghiamo anche noi?".

martedì 19 giugno 2007

Non era colpa di Moggi?

Il Real di Capello, Cannavaro ed Emerson conquista la Liga, arrivando a pari punti con il Barcellona di Thuram (chi?) e Zambrotta, ma prevalendo per migliori risultati negli scontri diretti. Piccola nota: il circo Real era a secco di successi da 4 anni, un'enormità per un pubblico esigente come quello del Bernabeu.
Gli Onesti, con gli innesti di Vieira e soprattutto Ibrahimovic, hanno faticosamente conquistato un tiratissimo Campionato Aziendale 'Guido Rossi'. Qui non sto nemmeno a dire da quanti anni non vincevano un ciufolo, Coppa Mancini a parte.

Mutu ha trascinato la Fiorentina sino alla zona Uefa nonostante il pesante fardello della penalizzazione (-11).

La Juventus ha semplicemente ucciso il campionato cadetto, o per meglio dire di A-2.

Come non dedicare un pensiero, alla luce di tutto ciò, a coloro che pensavano, o meglio, si sforzavano di credere che i successi fossero in qualche maniera dovuti alle telefonate di Moggi. Tra l'altro, senza che venissero ravvisate partite truccate. Questa sì che è magia, altro che la 'finanza creativa', con tanto di sorprendenti plusvalenze, che ha permesso ad alcuni club di iscriversi avvalendosi dello spalma-debiti.
Prima gli arbitri sbagliavano, ora... idem. Solo che prima era colpa di Moggi, oggi sono fuori forma.
Prima c'erano i procuratori invadenti, ora... pure. La differenza? Prima era colpa della GEA dei figli di papà, soprattutto di Moggi, ora è tutto normale.
Prima Mancini, Moratti e a turno i calciatori nerazzurri avevano qualcosa di cui lamentarsi, verso la Juve, of course. Ora c'è Moratti che rosica perchè Galliani gli ha 'fregato' Suazo, quando quest'ultimo aveva già sostenuto le visite mediche con i nerazzurri e raggiunto un accordo, anzi, firmato un contratto. Peccato che sia solo carta straccia senza la firma di Cellino, il quale, da giovedì non riesce a mettersi in contatto con il presidente degli Onesti, per sua stessa ammissione. Tralasciando il fatto che non sarebbe regolare far firmare un calciatore senza avere raggiunto l'intesa con il club. Moratti, volendo usare un eufemismo, non l'ha presa benissimo, affermando che "non finisce qui". Cosa avrà voluto dire?
Se anzichè Galliani a rendersi protagonista dello sgarbo fosse stato Moggi, probabilmente il giornale rosa avrebbe titolato: "Moggi, non così".
Ricapitolando:
- la Juve vince;
- gli ex juventini protagonisti di successi conquistati sul campo vincono;
- gli arbitri sbagliano;
- i procuratori fanno girare i cosiddetti ai presidenti;
- Moratti rosica.
Non è cambiato nulla, se non fosse per il fatto che gli Onesti hanno vinto uno scudetto. Sul campo, ma senza la concorrenza, fatta fuori in anticipo. Guerra preventiva, come Bush.
Però, occhio: manca pure il 'salvagente' Moggi, l'uomo nero, il diavolo, quello che distribuiva schede svizzera e mangiava i bambini. Alla prossima sconfitta nerazzurra, di chi sarà la colpa? Si accettano scommesse...

Partita a scacchi

Sembra che tra Trezeguet e la Juventus ci sia stato un riavvicinamento.
Il bomber franco-argentino potrebbe dunque restare bianconero.
Non pare che tale novità sia dovuta all'accondiscendenza della società verso le richieste economiche del giocatore, più facile ipotizzare una situazione simile a quella di Buffon.
Ovvero, Mr. 140 gol, al momento, non ha mercato.
Le uniche squadre che sembrano poter essere realmente interessate al giocatore sono Valencia e Lione.
Entrambe non si spingeranno certo oltre i 3.5 milioni annui, stessa offerta formulata dalla Juve.
A questo punto, la palla passa a Blanc e soci, che potrebbero spingersi sino ai 4 milioni per convincere David a firmare il rinnovo onde evitare di perderlo a parametro 0 tra un anno.
Non è detto che il giocatore accetti, consapevole comunque di avere maggior scelta a giugno 2008 dall'alto del suo status di svincolato di lusso, potendo quindi avanzare maggiori pretese in tema di ingaggio.
Il rischio di arrivare al muro contro muro sussiste, ma non conviene a nessuno.
La società bianconera rischia di perdere a parametro 0 un campione, non avendo poi la liquidità necessaria per rinforzare adeguatamente la rosa, data la necessità di trovare comunque un sostituto.
La punta, se per una volta i dirigenti decidessero di adottare il pugno di ferro, rischierebbe seriamente di passare l'annata in tribuna, magari vicino alla simpaticissima e folkloristica mamma, dicendo addio ad Euro 2008 e alla Nazionale.
E' come una partita a scacchi, chi muoverà meglio le pedine l'avrà vinta.
Nonostante sia un grande goleador, Trezeguet non ha un ampio ventaglio di scelte.
Il suo stile di gioco, o meglio, il suo essere passivo per larghi tratti del match scoraggia club votati allo spettacolo e alla manovra frizzante, vedi Milan, Barcellona e Arsenal, squadre molto 'europee'. Si è parlato di un interessamente di quest'ultimo, ma pare più che altro una mossa atta a bloccare l'addio di Henry. Essendosi quest'ultimo trasformato ormai in attaccante universale, la convivenza con il connazionale ed amico si prospetterebbe difficile.
La sua scarsa propensione a giocare spalle alla porta e difendere il pallone per far salire la squadra allontana tutti quei club che optano per uno schieramento ad una punta o comunque schierano un attacco mobile, come il Manchester che ha schiantato la Roma con Smith e Rooney.
Il Real ha Van Nistelrooy, e perderà Capello, grande estimatore del nazionale francese, tanto da costringere Moggi, a suo tempo, a rivedere i piani che prevedevano la cessione della punta.
Non basta segnare, conta anche il resto. Trezeguet ha bisogno di una squadra che lo esalti, meglio se con una seconda punta a fianco. E queste ultime sono sempre più rare. Dove giocano (Shevchenko al Chelsea) hanno poca fortuna.
Un attaccante che ben si potrebbe combinare con Trezegol è un altro David, Villa, punta del Valencia.
A maggior ragione se il nuovo allenatore fosse, come si vocifera, lo stesso Capello.
Al momento è solo fantacalcio, e il tecnico non risolverebbe comunque il problema ingaggio, che è ciò che ancora divide attaccante e Juventus.
Probabile, però, che a metà strada (4 milioni) si possa trovare l'accordo, per il bene di tutti.
Se così non fosse, magari rivedremo quei metodi 'moggiani' spesso rimpianti, con il bomber pronto a godersi la stagione dalla tribuna, vedi la vicenda Davids. Probabilmente nemmeno Trezeguet andrebbe a prendere un caffè con Secco.
Vedremo se l'intricata situazione farà recedere la punta dalla posizione di chiusura verso la società, inducendolo a più miti consigli, oppure se questa vicenda sarà la telenovela dell'estate.
Urge chiarimento in tempi brevi: l'opzione per Huntelaar, uno dei favoriti per sostituirlo, scade a fine mese. L'olandese attende solo una telefonata da Torino, ma dipende tutto da David.
Qualunque sia la decisiona, deciditi, in fretta.

Vincenzo Iaquinta, the working class hero

Vincenzo Iaquinta è uno di quei giocatori ai quali nulla è stato regalato nel corso della carriera.
Calabrese di Crotone, originario di Cutro, ha iniziato nel Reggiolo, CND, dove viveva con la famiglia. Dopo tre stagioni, il grande salto: Padova, in Serie B. Nonostante venisse dal calcio minore, il suo impatto è stato buono: 13 partite impreziosite da 3 reti. La società patavina decide di spedirlo in C1, tra le fila del Castel di Sangro, ex 'squadra-miracolo' del calcio italiano. In terra abruzzese il ragazzo dimostra le proprie qualità, su tutte corsa e generosità, ma anche uno scarso feelingo con la porta avversaria, 8 marcature in 52 incontri non sono un bottino esaltante.
Le vie del pallono, però, sono infinite. L'Udinese, ormai realtà consolidata in A, è solita puntare su giovani semisconosciuti provenienti dall'estero o dalle serie inferiori. In quest'ottica scommettere su Vincenzone è un progetto affascinante. Inizia così l'avventura del calabrese nel massima serie.
L'inizio è stato dei migliori: esordio con gol (una consuetudine) per 'Jakinta', ma la strada è ancora lunga.
Tutta la sua carriera è stata segnata da una crescita costante. Ha vissuto periodi difficili, i fischi causa la scarsa vena realizzativa, ha conosciuto l'onta dell'esclusione dalla rosa per grane contrattuali nel settembre 2005, guarda caso proprio prima di un match contro la Juventus (con conseguenti, ovvie e sterili polemiche), dopo essere stato persino vicino a trasferirsi al Barcellona, nel gennaio dello stesso anno.
L'interessamento blaugrana è frutto di tanti sacrifici ed impegno, che hanno prodotto, nel 2004/2005, la sua stagione fino a quel momento migliore, condita da 13 centri in 31 partite. A fine stagione, i bianconeri ottengono il pass per i preliminare di Champions League.
Avversario di turno, per accedere alla fase a gironi, i temibili portoghesi dello Sporting Lisbona, tramortiti da tre gol del bomber calabrese. Arriverà successivamente l'eliminazione per mano di Werder Brema e Barcellona, con i greci del Panathinaikos, allenati da Malesani, cenerentola del girone, battuti al 'Friuli' per 3-0 con tripletta di Iaquinta. Il terzo posto nel girone garantisce il prosieguo dell'avventura europea in Uefa, con finale amaro, eliminazione a sorpresa negli ottavi per mano dei bulgari del Levski Sofia.
In campionato, come detto viene persino messo fuori rosa, l'annata non è brillantissima, nonostante ciò viene, tra le polemiche, convocato da Lippi per i Mondiali. Onde fugare dubbi, il tecnico viareggino chiarisce di aver scelto i giocatori più funzionali al gioco della sua Italia. E dimostra, sin da subito, di averci visto giusto.
All'esordio, contro il Ghana, l'Italia è in vantaggio per 1-0, con gol di Pirlo da fuori area. Nonostante gli avversari, tranne alcuni elementi, Essien su tutti, siano nel complesso poca cosa, gli azzurri non riescono a chiudere la partita. Totti esce per infortunio, Gilardino è stanco e lascia il posto a Vincenzo. E' il 64° minuto, e la punta dell'Udinese viene preferita, tra gli altri, al futuro compagno di squadra Del Piero.
Nel 1996, la sua realtà erano i campi polverosi della Serie D. A dieci anni di distanza, si ritrova ad Hannover con la maglia della Nazionale.
Il match sta scivolando via senza eccessive emozioni. Arriviamo all'83°, Kuffour e Kingston, estremo difensore, non si intendono, Iaquinta si inserisce tra i due, supera il portiere e deposita la sfera nella porta sguarnita. Un gol, a coronamento di tanti sacrifici, per uno che da ragazzo ha persino fatto l'apprendista muratore. Chiamatelo, se volete, miracolo sportivo.
In quel Mondiale, un altro ex dilettante ha fatto furore, Fabio Grosso, autore, tra l'altro, del rigore decisivo contro la Francia.
Italia Campione del Mondo, Iaquinta Campione del Mondo.
La stagione successiva, quella appena conclusa, lo vede realizzare ben 14 reti in 30 partite. Non paga, al contrario di altri compagni d'avventura in terra tedesca, la sbornia post-Mondiali che ad esempio costringe Grosso a ritornare con i piedi per terra, da eroe a riserva di Maxwell in nerazzurro.
Da alcuni mesi si parlava di un suo arrivo alla Juve, magari assieme a Marcello Lippi, al quale pare essere legato da un filo speciale dal Mondiale tedesco.
Proprio il probabile acquisto della punta dell'Udinese pare aver acuito la frattura tra la società e Deschamps. Insomma, si è reso utile ancor prima di diventare ufficialmente juventino.
Ufficializzazione che è arrivata in mattinata. Senza che in panchina ci sia il suo mentore Lippi.
Questo perchè è un giocatore apprezzato da molti tecnici. Lo stesso Ranieri stima il buon Vincenzo, pur avendolo incontrato personalmente solo una volta.
Era l'estate del 2001, amichevole di prestigio, Chelsea - Udinese. Iaquinta fu autore di una prestazione decisamente positiva, tanto che, a fine partita, lo stesso Ranieri si recò nello spogliatoio dei bianconeri per complimentarsi con Vincenzo: "Continua così, impegnati. E di sicuro arriverai in una grande squadra".
Non c'è che dire, previsione azzeccata.
Piace poco, diciamo, non entusiasma i tifosi, ma è molto apprezzato da diversi allenatori. Duttile, generoso, ottima corsa, buona tecnica e fiuto del gol. In costante ascesa, ora, sul più bello, non vuole certo fermarsi. E noi con lui. In bocca al lupo, Vincenzo.

UFFICIALE: IAQUINTA E' DELLA JUVENTUS

DAL SITO UFFICIALE: http://www.juventus.com/it/news/detail.aspx?lml_language_id=0&trs_id=1203000&ID=11520

Iaquinta è della Juventus

Da oggi, l’elenco dei bianconeri Campioni del Mondo si allunga. La Juventus ha infatti ufficializzato l’ingaggio per le prossime cinque stagioni di Vincenzo Iaquinta. Nato a Crotone il 21 novembre 1979, arriva a Torino all’apice della sua carriera dopo sette anni nell’Udinese (con cui ha segnato 64 gol in 187 partite e esordito in Champions League) e le precedenti esperienze in Reggiolo (società dilettantistica emiliana in cui è cresciuto), Padova e Castel di Sangro.
“Dopo sette stagioni a Udine è arrivato il momento di fare il salto di qualità – sono state le prime parole di Iaquinta, estratto di un’intervista che uscirà sul prossimo numero di Hurrà Juventus -, credo di avere l’età giusta per realizzare questo sogno. Sono consapevole di toccare il top e che d’ora in avanti sarà tutto più difficile perché aumentano le pressioni. Ma a me le pressioni piacciono e non vedo l’ora di cominciare questa nuova avventura. Una grande sfida, che affronto con entusiasmo e con l’orgoglio di poter contribuire a riportare questa squadra ai massimi livelli, in Italia e in Europa”.
Dopo l’arrivo di Ranieri, gli acquisti invernali e i recenti rinnovi, Iaquinta costituisce una pedina su cui puntare per il futuro, come confermato dall’amministratore delegato Jean Claude Blanc: “Si tratta di un giocatore importante, un altro campione del mondo che contribuirà a scrivere nuove pagine della storia della Juventus. Un professionista al quale diamo il benvenuto in bianconero, che porta esperienza e qualità alla squadra e che ha l’entusiasmo e la passione giusta per regalare ai nostri tifosi le soddisfazioni che meritano. Non c’è dubbio che sia un altro passo avanti nella definizione di una squadra competitiva per affrontare il rientro in Serie A”.

Benvenuto Vincenzo!

lunedì 18 giugno 2007

Pericolo Seba

Pericolo imminente.
Allarme rosso.

Domani, se non sorgeranno complicazioni improvvise, dovrebbe essere formalizzato l'acquisto di Almiron dall'Empoli, in cambio delle comproprietà di Paro e Volpato e del prestito con diritto di riscatto della metà di Giovinco.

Le prime due frasi non si riferiscono certo all'operazione in entrata, anzi, Almiron è uno dei giocatori più sottovalutati del campionato italiano. Il pericolo è rappresentato dalla cessione di Giovinco, forse il più fulgido talento dell'ultima nidiata di giovani.

Prestito con diritto di riscatto della metà: la mente torna all'estate 2006, e all'arrivo di Bojinov. Come sono andate le cose, lo sappiamo benissimo. Scarso utilizzo e talento rispedito al mittente con reciproca insoddisfazione, visto anche il grande campionato di Mutu in viola.

Tale formula presenta dei rischi non indifferenti: non è da escludere, infatti, che l'Empoli punti maggiormente su giocatori di sua proprietà, mettendo da parte Giovinco. In alternativa, se il ragazzo dovesse esplodere, il controriscatto da esercitare comporterebbe un esborso economico importante. Anche Paolucci, l'estate scorsa, si è trasferito ad Ascoli con la medesima modalità, ma la retrocessione dei marchigiani rende improbabile l'esercizio del diritto di riscatto. L'attaccante è stato utilizzato piuttosto frequentemente, favorito anche dalla rosa decisamente deficitaria della squadra poi retrocessa in B.
Considerando concorrenza e caratteristiche di Sebastian, non è affatto improbabile ipotizzare un utilizzo non costante. Essendo giovane, al primo campionato vero tra i grandi, ruolo fantasista, e quindi portato ad avere pause alternate a momenti (nel suo caso, per dirla tutta, per fortuna piuttosto frequenti) di manifestazione di talento pure, rischia di partire dalla panchina.
Senza dimenticare le incognite, normali in questi casi, come il nuovo ambiente, il rapporto con tecnico e compagni, e vari fattori che possono subentrare a stagione in corso.
Le qualità non gli mancano di certo, e lo rendono persino più pronto di presunti campioncini reclamizzati ma incapaci di allontanare l'ombra dell'eterno incompiuto (Palladino).
Perchè andare di fronte ai rischi che un'operazione del genere comporta, e non tenerlo in rosa?

Sulla fascia destra le soluzioni abbondano, a sinistra invece siamo carenti.
Nedved avrà 36 anni l'anno prossimo, difficile ipotizzare una sua presenza costante per 38 partite. Palladino ha già dimostrato in B di non avere il passo dell'esterno, e di patire molto tale posizione. Al contrario, Sebastian, partendo da sinistra per poi accentrarsi, è un pericolo pubblico.
Abbiamo 50 milioni e diversi buchi, vistosi, da tappare, se vogliamo arrivare in Champions League.

Non è necessario ed auspicabile spendere cifre importanti per un esterno in grado di sostiture Nedved, esborso ed ingaggio possibilmente contenuti e disposto anche a partire dalla panchina, identikit tra l'altro che difficilmente collima con i nomi sul mercato.

Da Casiraghi a Zola, passando per i compagni di squadra, tutti parlano bene di Seba.
La sua sfortuna è non essere brasiliano o argentino. Nel primo caso, farebbe concorrenza a Pato, nel secondo sarebbe già stato eletto erede n.° 156187865 di Maradona.
Altrove, in Spagna o in Inghilterra, i migliori giovani li tengono in rosa.

Il Barcellona ha fatto crescere gente come Valdes, Puyol, Xavi, Iniesta e Messi in casa, ora si ritrova uno squadrone.
Fabregas è cresciuto a fianco di Vieira.
A che serve riempirsi la bocca di sperticati elogi verso Giovinco e parlare di 'progetto giovani', se lasciamo partire il migliore?
Ancora nulla è deciso, o meglio, messo nero su bianco. La speranza di vedere ancora Giovinco, l'anno prossimo, in bianconero la covo sino all'ultimo.

Progetto Giovani

Marco Andreolli, classe 1986, difensore degli Onesti, viene da anni indicato come uno dei migliori prospetti italiani nel ruolo. Un paio d'anni fa, erano lui e Masiello a contendersi lo scettro di centrale difensivo più promettente dell'intero panorama calcistico dello stivale.
Oggi, mentre l'ex (ormai) leader della Primavera bianconera è riserva nel Genoa neopromosso in A, il nerazzurro è sul banco degli imputati, assieme al tecnico Casiraghi, a causa di alcune disattenzioni che sono costate care all'Under 21, ultima in ordine di tempo la dormita sul gol, poi rivelosi comunque ininfluente, della Repubblica Ceca.

In campionato, il campioncino o presunto tale ha disputato solo 4 partite. Va detto che non è affatto facile per un 20enne emergere nell'Inter avendo davanti gente come Materazzi, Cordoba, Samuel e Burdisso, nonostante goda della stima di Mancini.
Ormai è da un anno abbondante che viene ventilata l'ipotesi di un prestito per lui. Questo pare essere l'anno buono, con diverse squadre in fila per assicurarsi le sue prestazioni.

Andreolli è la dimostrazione vivente della veridicità di due tesi: la prima, che ai giovani non può bastare allenarsi con i campioni, devono anche giocare; la seconda, che spesso le valutazioni derivanti dal campionato Primavera sono fuorvianti.

Prendiamo la nostra Primavera 2004/2005: la stella indiscussa era Chiumiento, fantasista dai piedi più che buoni con licenza di imbeccare il duo Palladino - Benjamin, con Masiello leader difensivo, affiancato da Criscito, e Luci punto fermo in mediana.
L'italo-svizzero, che addirittura rifiutò la convocazione agli Europei del 2004, attualmente vivacchia in Svizzera, dopo una deludente stagione al San Gallo passerà al Lucerna. Il mediano gioca in B, come del resto il già citato Masiello. Palladino è 'tra color che son sospesi', nel senso che deve ancora decidere se diventare un Del Piero (campione) oppure un Locatelli (eterno incompiuto); pesanti indizi, vedi dribbling fine a se stessi, poca grinta e concretezza, fanno propendere per la seconda ipotesi. Benjamin, dopo aver giocato poco a Salerno, ha girato per l'Europa, prima Belgio poi Grecia, dove milita attualmente, con risultati poco entusasmanti.
In quella squadra c'era un futuro campione. Il suo nome è Domenico Criscito, parzialmente oscurato dal talento e dalla personalità di Masiello, salvo costringere, due anni dopo, quest'ultimo alla panchina nel Genoa. Rimasto ancora un anno nella Primavera, è poi passato al Genoa comproprietario (fino a gennaio) del cartellino. Riscattato per una cifra importante, è destinato a rivestire un ruolo di primo piano sin dalla prossima stagione.
Come lui, Claudio Marchisio, cresciuto con costanza ed impegno negli anni, basti pensare che ha maturato la sua prima esperienza in azzurro 'solo' con l'Under 20. Già quest'anno ha mostrato qualità non indifferenti, personalità, piedi buoni, visione di gioco, tempistica negli inserimenti offensivi e miglioramenti in fase di contenimento. Per diverso, troppo, tempo gli è stato preferito Paro. D'accordo, i due hanno caratteristiche diverse, ma l'astigiano non è nè carne, nè pesce, mentre Claudio è di tutt'altra pasta. Si era parlato di un ipotetico prestito per il torinese, ipotesi decaduta, si spera, definitivamente.
L'anno prossimo potrebbe trovarsi come compagno di squadra una delle stelle dell'ultimo campionato di B, quell'Antonio Nocerino vero trascinatore del Piacenza di Iachini. E' in comproprietà, verrà fatto di tutto per riscattarlo. Con l'Under 21, per esigenze tattiche, ricopre una posizione pià difensiva, come accadeva già ad Avellino, quando, a 18 anni, è stato protagonista di una grande annata in Irpinia, nonostante la retrocessione. In biancorosso si è distinto come centrocampista universale, grintoso e bravissimo nelle proiezioni offensive. Potrebbe comunque essere girato in prestito o inserito in qualche operazione a più ampio respiro, se come pare dovessero arrivare due centrali (Almiron e Tiago?), i quali andrebbero ad aggiungersi ai confermato Marchisio e Zanetti.
Palladino dovrebbe restare, per quanto le richieste fiocchino.
Destinato alla partenza è Giovinco, si parla di prestito con diritto di riscatto, direzione Empoli. Non facciamo bischerate... E' più pronto Sebastian di altri di cui si parla molto ma che ultimamente poco stanno facendo per meritarsi elogi. Qualsiasi riferimento a Palladino è fortemente voluto.
I giovani bravi non mancano, ma il talento non basta, la storia lo insegna.
Bisogna valutare attentamente le possibili destinazione, i pro e i contro, ed agire di conseguenza. Se fino all'anno scorso molti ragazzi potevano servire per incassare denaro dalle cessioni in comproprietà, ora le cose sono cambiate. Alcuni sono destinati a carriere molto importanti, vanno gestiti con oculatezza.
Evitiamo di fare come gli Onesti, che rischiano di aver rovinato Andreolli. I vari De Ceglie, Bianco, Venitucci e compagnia bella, meritano spazio, che non possono avere in bianconero, vanno prestati laddovè possano avere spazio, solo accumulando minuti possono crescere.
Gli altri, restino per dimostrare il proprio valore, nonchè la bontà della rivalutazione del vivaio come risorsa imprescindibile per il futuro operata dalla Triade, progetto da perseguire a tutti i costi anche dal nuovo corso societario.