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Il ragazzo ha gli occhi vispi, l'espressione furba e la sfrontatezza tipica dei suoi vent'anni. E' piccolo e magro, vedendogli gli omoni che sono in campo c'è da chiedersi che trattamento riserverebbero alle sue gambette esili e veloci, forse le spazzerebbero via come fili d'erba...Forse...Ed ecco che all'allenatore balena la pazza idea: buttare in campo quello scricciolo con l'argento vivo addosso. Lo chiama, non legge paura negli occhi del ragazzo. Lo sta per buttare nella mischia.Chissà che emozione, dopo tanto sudore, la realizzazione di un sogno: l'esordio. Quanti ricordi in quei momenti avranno attraversato la sua mente, come un film della sua vita. Non c'è tempo per pensare, però: bisogna agire.Ha appena messo piede in campo, per la prima volta, e il pubblico già lo acclama a gran voce.Giusto il tempo di prendere confidenza con l'atmosfera della partita, e gli arriva un pallone. Sulla sinistra, spalle alla porta. Girata repentina e cross. Bell'impatto. Niente compiacimenti, però. Altro pallone, controllo, conversione verso il centro, passaggio smarcante per il compagno in fuorigioco. Peccato, la giocata avrebbe meritato miglor fortuna.La squadra va in vantaggio, e il ragazzo è il primo ad abbracciare l'autore del gol. Il capitano, il numero 10. Che è poi anche il numero del giovane, almeno quando gioca con i pari età. I compagni lo coccolano, come fratelli maggiori, ma sanno benissimo di poter contare su di lui.Il meglio deve ancora venire. Palla al piede, dalla sinistra punta l'area di rigore. Viene contrastato da un avversario, che pare una montagna. Niente da fare, il giovane avanza. Ha poco spazio per dettare il passaggio, ma di destro disegna un rasoterra perfetto per il compagno, che non sbaglia. Gol. Il bomber beneficiario del passaggio lo abbraccia, sembrano quasi padre e figlio, salutano la curva, i compagni lo sommergono.E' vittoria. Di squadra, del ragazzo e di chi ha sempre creduto in lui.Per chi non l'avesse capito, il ragazzo, il giovane, non è altro che Sebastian Giovinco, numero 43, classe 1987, alto (si fa per dire) poco più di un 160 cm e leggero come una piuma.A tutti coloro che nutrono dubbi sulla sua tenuta contro colossi senza fronzoli, rispondo con il titolo di un film di Spielberg: "Prova a prendermi".Per chi tirasse fuori la storia che i grandi fantasisti alla sua età già infiammavano le grandi platee, ricordo che Zola a 20 anni sgambettava nei polverosi campi della Serie C.Tecnicamente, penso non si possano nutrire dubbi sulle sue qualità. Palla al piede fa ciò che vuole, sa smarcarsi, ottimo nel dribbling, grande visione nel gioco, assorbe bene i (frequenti) colpi che riceve, non difetta certo in personalità. L'età è dalla sua.Non massacriamolo alla prima prova sottotono. Non eleggiamolo a 587916786 erede di Maradona.Semplicemente, godiamocelo.Il ragazzo ha una dote rara. Dispensa pillole di calcio vero, tecnico e veloce, come piace alla gente, pur non cercando la giocata fine a se stessa. Nel calcio di oggi, abbiamo bisogno di artigiani, ma anche di artisti geniali e particolari che ci riempiano il cuore.In una stagione come quella in corso, si sente il bisogno di talenti che accendono il cuore con una giocata.Giovinco, certo.Non solo. Anche la sicurezza del "piccolo Lord" del centrocampo Marchisio, ormai una sicurezza.Lo straripante De Ceglie, come dimenticare la sua corsa coronata da un bel gol contro il Lecce.Il geometrico Venitucci, metronomo del centrocampo.La semplicità di Bianco, che entra in campo giocando come sa, senza fronzoli e senza timore.Senza dimenticare Palladino, a volte eccessivamente lezioso e poco cattivo, ma talentuoso.Non saranno fenomeni, ma sono i nostri ragazzi, il nostro futuro. Il futuro è oggi.Come rimanere indifferenti alle loro giocate?Tu chiamale, se vuoi, emozioni.
Ore 8.00: Cobolli: "Competitivi in 5 anni". Ore 8.05: Sant'Albano: "3 anni per tornare quelli di una volta". Ore 8.10: Buffon: "Resto alla Juve". Ore 8.20: Nedved: "C'è la guerra in Iraq, mi ritiro". Ore 8.30: Palladino: "Vorrei giocare di più". Ore 8.35: Marchisio: "Vorrei restare alla Juve". Ore 8.40: Urbano: "Vorrei andare almeno in panchina". Ore 8.45: Povia: "Vorrei avere il becco". Ok, non c'entra con la Juve, ma nemmeno Montali c'azzecca niente nel CDA. Ore 9.00: Secco: "Vicini a chiudere per Frings". Ore 9.01: Il Werder annuncia il rinnovo di Frings. Ore 9.15: Gigli: "Complimenti all'Inter". Ore 9.30: Deschamps: "Non ho preclusioni verso Bojinov". Ore 9.31: Bojinov non prende parte agli allenamenti perchè deve portare l'auto del tecnico all'autolavaggio. Assente anche Paro, ospite alla Fiera del Libro. Ore 9.45: Blanc: "Competitivi in 3 anni". Ore 9.50: Kovac infortunato. Ore 10.00: Tardelli rilascia un'intervista al vetriolo contro Secco. Ore 10.30: Tardelli smentisce. Ore 10.40: Cobolli: "Noi siamo simpatici". Ore 10.45: Gigli: "Essere simpatici non mi interessa". Ore 11.00: Sant'Albano: "Torneremo quelli di una volta in 4 anni". Ore 11.20: Buffon: "Resto se si punta allo scudetto subito". Ore 11.25: Gigli: "Lo scudetto è un sogno". Ore 11.30: Cobolli: "Lo scudetto è un dovere morale". Ore 11.35: Deschamps: "Lo scudetto è un'utopia". Ore 11.40: Nedved: "Niente scudetto? Mi ritiro". Ore 12.00: Legrottaglie: "Guzman mi ha indicato la retta via". Ore 12.10: Trezeguet: "Voglio restare alla Juve". Ore 12.15: Trezeguet rifiuta il rinnovo contrattuale. Ore 12.25: Gigli: "Rinnovo i complimenti all'Inter". Ore 12.40: Piccolo: "O gioco o me ne vado". Ore 13.00: Deschamps: "Ho parlato con Secco, nessun problema con la società, c'è la volontà di confermarmi". Ore 13.05: Secco contatta telefonicamente Lippi per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.10: Secco contatta telefonicamente Prandelli per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.15: Secco contatta telefonicamente Rossi per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.20: Secco contatta telefonicamente Colantuono per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.25: Secco contatta telefonicamente Iachini per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.30: Secco contatta telefonicamente Guidolin per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.35: Secco contatta telefonicamente Mazzarri per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.40: Secco contatta telefonicamente Spalletti per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.45: Secco contatta telefonicamente De Canio per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.50: Secco contatta telefonicamente Ivo Iaconi per proporgli la panchina della Juve. Ore 13.55: Secco contatta telefonicamente Iachini per proporgli la panchina della Juve. Ore 14.00: Secco contatta telefonicamente Gigi Simoni per proporgli la panchina della Juve. Ore 14.05: Secco contatta telefonicamente Rumignani per proporgli la panchina della Juve. Ore 14.10: Secco contatta telefonicamente Arrigoni per proporgli la panchina della Juve. Ore 14.15: Secco contatta telefonicamente De Biasi per proporgli la panchina della Juve. Ore 14.30: Secco: "Deschamps resta, mai contatto nessuno per sostituirlo". Ore 14.45: Consegnato un fascicolo sulla Juve alla Procura di Napoli. Ore 14.50: Borrelli annuncia l'apertura di un'inchiesta sulla Juve sulla base di intercettazioni telefoniche di Secco. Ore 14.55: Secco si discolpa: "Io chiamavo la mamma". Ore 15.00: Cobolli sulla nuova inchiesta: "Lotteremo in tutte le sedi per difendere la Juve" Ore 15.01: Del Piero: "Io questa frase l'ho già sentita". Ore 15.02: Nedved: "Pure io, basta, mi ritiro". Ore 15.20: Buffon: "Resto se c'è un progetto serio". Ore 15.30: Deschamps ribadisce: "Nessun problema con Bojinov". Ore 15.31: Bojinov non partecipa all'allenamento pomeridano in quanto deve portare a passeggio il cane del tecnico di Bayonne. Assente anche Paro, ospite da qualche parte. Ore 15.40: Cobolli sul nuovo processo a danno della Juve: "Tranquilli, assumeremo il miglior avvocato possibile". Ore 15.45: Zaccone nominato da Gigli difensore della Juve nel nuovo processo. Ore 15.45: Blanc: "40 milioni per il mercato". Ore 15.55: Sant'Albano: "I 105 milioni saranno investiti per rafforzare la squadra". Ore 16.10: Zanetti infortunato. Ore 16.15: Nedved subisce un colpo in allenamento: "Mi ritiro". Ore 16.30: Secco: "Parlo con Moggi". Ore 16.35: Cobolli: "Moggi? Mai sentito". Ore 16.45: Secco: "Vicini a chiudere per Iaquinta". Ore 16.46: Iaquinta al Milan. Ore 17.00: Il procuratore di Deschamps: "Deschamps non gode della fiducia della società". Ore 17.30: Cobolli torna a parlare del nuovo processo: "Disposti a tutti per la Juve, andremo anche al TAR se necessario". Ore 17.35: Gigli: "Non andremo al TAR". Ore 17.50: Cobolli: "Questa stagione in B è un bagno di umiltà, redimeremo tutti i nostri peccati". Ore 18.00: Legrottaglie: "Amen". Ore 18.10: Buffon: "Resto alla Juve se avrò le motivazioni giuste". Ore 18.20: Montali: "Ci penso io a motivare Buffon. Sono nel CDA per questo... O no?". Ore 18.35: Secco: "Siamo ad un passo da Almiron". Ore 18.36: Almiron al Manchester United. Ore 18.55: Belardi: "O gioco, o me ne vado". Ore 19.10: Sant'Albano: "Competitivi sin da subito". Ore 19.15: Cobolli: "Non conosco manco 'sto Sant'Albano". Ore 19.30: Secco: "Vicini a Mazuch". Ore 19.31: Cobolli: "Mazuch? Non lo conosco". Ore 19.32: Mazuch alla Fiorentina. Ore 19.45: Buffon: "Resto alla Juve al 50%". Ore 19.55: Sant'Albano: "Competitivi in 2/3 anni". Ore 20.00: Tutti a cena, tranne Bojinov, costretto da DD a fare da cameriere. Ore 20.45: Cobolli: "Niente di importante da dire, ma non facevo sentire la mia voce da più di un'ora". Ore 21.00: Buffon: "Forse resto, forse me ne vado". Ore 21.15: Nedved: "Mi sono andati a traverso i cetriolini, ho una certà età, mi ritiro". Ore 21.30: Secco: "E' fatta per Mavuba". Ore 21.31: Mavuba rinnova con il Bordeaux. Ore 21.45: Blanc: "Deschamps resta". Ore 21.50: Cobolli: "Deschamps è confermato". Ore 21.55 fino alle 23.00: Secco riprende il suo giro di telefonate. Ore 22.10: Paro: "Non sono io ad essere lento, sono gli altri che corrono di più". Ore 22.20: Legrottaglie: "Ho visto la luce grazie a Guzman". Ore 22.30: Buffon: "Non parlo del mio futuro". Ore 22.45: Cobolli: "Potevamo finire in C, abbiamo fatto il possibile". Ore 22.50: Gigli: "Nessun illecito, è stato un processo farsa". Ore 23.05: Secco: "Deschamps confermatissimo, nessun dubbio a riguardo". Ore 23.15: Secco: "Stiamo trattando Chivu". Ore 23.16: Chivu: "Mai alla Juve". Ore 23.20: Secco: "Vado a letto, meglio". Ore 23.25: Cobolli: "Buonanotte a tutti". Ore 23.30: Gigli: "Buonanotte a tutti e complimenti all'Inter". Ore 23.35: Buffon: "'Notte, forse resto alla Juve pure l'anno prossimo". Ore 23.40: Paro: "Io sarebbe ora che mi svegliassi". Ore 23.41: Palladino: "Pure io". Ore 23.45: Nedved: "Vado a letto, ho i reumatismi, mi ritiro". Ore 23.48: Blanc: "Vado a letto, mi risveglierò tra 4 anni, quando saremo di nuovo competitivi". Ore 23.55: Kovac si infortuna nel tentavo di coricarsi a letto. Ore 23.59: Chiude la giornata Deschamps: "Buonanotte a tutti, tranne che a Bojinov".
Mancini fa il saccente riempiendosi la bocca parlando di Juve, chiedendo di mettere fine alle polemiche. Come se queste non partissero da Appiano Gentile. Finchè si vince, è facile parlare, vero? Oggi, espulso per proteste reiterate durante la finale di ritorno di Coppa Italia. Forse non avrà retto al dolore di vedersi sfilare l'amata coppa dalla squadra di Sensi. Caro Piangini, non accettiamo lezioni di stile da chi attacca la Juve e il sistema calcio, quel sistema che gli ha permesso pure di allenare senza patentino.
Dopo la vittoria tennistica dell'andata, la Roma perde 2-1 a San Siro contro l'inter e si aggiudica la Coppa Italia. A Roma la settimana scorsa i nerazzurri erano stati letteralmente umiliati, vittime della propria incapacità nel gestire le vittorie. Non appena conquistato il campionato, mentalmente sono andati in vacanza, rimediando una figura davvero pessima. E pensare che la Coppa nazionale in passato è stata l'unica (magra) consolazione... Prima dell'avvento di Drive Red, d'altronde, altro da vincere, escludendo trofei estivi, non c'era. Ora il calcio è proprio cambiato: pulito, moralizzato, senza l'orco Moggi, con moratti e mancini che snobbano a parole un trofeo prioritario e vitale per salvare l'annata sino alla scorsa stagione. Come se dentro non avessero rosicato per le sei pere prese dalla banda di Spalletti. Ora magari presidente e tecnico nerazzurri incenseranno i propri giocatori per la vittoria di San Siro, d'altronde, si sa, la coerenza non abita in Via Durini. Senza dimenticare qualche riferimento all'arbitraggio, ovvio.

Ciao a tutti, mi chiamo Marco e ho 20 anni. Sono Juventino sin da bambino. Non sono come ibrahimovic, non lo dico per convenienza, ma perchè sono nato così e me ne vanto. Non provo certo vergogna per ciò che è accaduto durante la maledetta estate del 2006. Non me ne vergogno perchè, a mio avviso, l'unica cosa vergognosa è il massacro mediatico subito dalla Juventus. Il tutto, con il tacito assenso dell'attuale dirigenza, la quale non rappresenta certo il mio pensiero, così come quello di molti altri tifosi della Vecchia Signora. Ho aperto questo blog per parlare di ciò che mi sta più a cuore, ovvero la Juve, e di calcio (e sport) in generale. La stagione più difficile della nostra ultracentenaria storia si sta per concludere. La speranza è che il futuro ci riservi tantissime soddisfazioni, alla faccia di chi ci vuole male.
Forza Juve, sempre e comunque.